Stai mettendo a gara l’illuminazione stradale? Cosa resta da fare una volta completato il processo…
Come molti di noi sanno, le tecnologie di illuminazione a bassa manutenzione stanno aprendo la strada a installazioni progettate per durare 15 anni o più. Una volta completata l’installazione, esiste un certo livello di attività continuative, tra cui lavori di sviluppo, decorazioni natalizie e manutenzione ordinaria come collaudi elettrici e strutturali e pulizia. Tuttavia, per quanto riguarda le attività quotidiane principali del tecnico dell’illuminazione, man mano che andiamo avanti, il ruolo all’interno dell’ente locale sarà ancora riconoscibile nella sua forma attuale?
Con investimenti su larga scala che rendono possibile bandire gare d’appalto e sostituire l’intero parco lampioni di un’autorità locale nel giro di pochi anni, come si presenterà il dipartimento di illuminazione stradale di un comune tipico una volta completato questo processo?
La tecnologia è in continua evoluzione
Una linea di pensiero suggerisce che, con il rapido miglioramento dell’efficienza luminosa dei LED, o addirittura con l’avvento di una nuova tecnologia dirompente, i corpi illuminanti LED installati oggi verranno in realtà sostituiti in un periodo molto più breve rispetto alla loro vita utile di progetto. Ciò potrebbe avvenire se i prodotti disponibili sul mercato tra cinque anni circa fossero in grado di offrire consumi energetici inferiori o funzionalità migliorate tali da giustificare un piano di aggiornamento. È difficile tracciare paralleli con le tecnologie di illuminazione precedenti, poiché, pur avendo registrato progressi nell’efficienza e nella manutenzione, solo le tecnologie più recenti hanno proposto una soluzione completamente esente da manutenzione per un periodo di tempo così lungo.
Tuttavia, avendo parlato con diverse fonti, si verificano già casi di autorità locali che hanno completato il passaggio ai LED e che hanno successivamente operato riduzioni di organico all’interno del dipartimento di illuminazione stradale.
Una fonte prossima al completamento di una gara d’appalto ha riferito di essere stata avvicinata dalla direzione con la prospettiva di rendere il proprio ruolo part-time nel corso dei prossimi anni.
È evidente che le operazioni di ciascuna autorità locale nel Regno Unito variano notevolmente: in parte in base alla dimensione della rete stradale, in parte in base all’assetto contrattuale dell’ente. Mentre alcune autorità potrebbero essere strutturate in modo tale da rendere improbabile il ricorso a licenziamenti, quali sono le caratteristiche di altre che potrebbero far sì che si stiano inconsapevolmente incamminando in questa direzione?
Per rispondere a queste domande, è necessario anzitutto capire come si presenta attualmente il carico di lavoro di un tecnico dell’illuminazione e come potrebbe presentarsi in futuro.
Come si distribuisce il suo tempo?
I dati raccolti da un gruppo di tecnici dell’illuminazione che lavorano presso autorità locali indicano che circa il 18% del tempo totale di un tecnico tipico è dedicato alla progettazione di schemi di sostituzione dell’illuminazione, mentre il 14% è dedicato alla gestione dei problemi di manutenzione dei corpi illuminanti, come la sostituzione ordinaria delle lampade. È interessante notare che una quota piuttosto elevata del lavoro annuo complessivo (stimata a quasi il 20%) è associata alle decorazioni natalizie e alle attività legate agli eventi.
Questo comprende la specifica, l’installazione, la manutenzione e la rimozione di decorazioni, insegne, striscioni, ecc. A meno che il comune non scelga di tenerli esposti tutto l’anno, non è possibile evitare questo carico di lavoro di base. Inoltre, i nuovi sviluppi urbanistici continueranno a richiedere una certa attività di progettazione e pianificazione dell’illuminazione. Sebbene i requisiti di manutenzione elettrica e strutturale possano cambiare, continuerà ad esservi la necessità di occuparsi di queste problematiche.
Ne consegue che i tecnici dell’illuminazione focalizzati sulla progettazione di schemi sostitutivi all’interno di grandi dipartimenti, con un elevato grado di segmentazione e specializzazione del lavoro, sono quelli più a rischio di essere penalizzati. Il motivo è che, una volta completati questi schemi di sostituzione, ci sarà poco altro da fare.
I tecnici le cui responsabilità riguardano principalmente nuovi sviluppi, sezioni 38, decorazioni natalizie e manutenzione elettrica e strutturale hanno meno probabilità di essere penalizzati, poiché tali attività richiedono un impegno continuativo. A meno che queste responsabilità non siano sufficienti a giustificare una posizione a tempo pieno, è probabile che un comune cerchi di ridurre i costi una volta completate le installazioni.
Una via da percorrere
Un modo in cui i comuni potrebbero scegliere di ridurre i costi è quello di riunire l’impegno continuativo in un numero ridotto di posizioni, che potrebbero poi essere messe in comune e condivise tra diversi enti. In alternativa, questo lavoro potrebbe essere esternalizzato al settore privato.
Basandosi sulla ripartizione del carico di lavoro delle persone intervistate, si può osservare che eliminare la necessità di una manutenzione continuativa dei corpi illuminanti e degli schemi di sostituzione (risultato di una soluzione LED completamente esente da manutenzione) lascerà un vuoto pari a circa 1/3 del lavoro totale. Evidentemente, in un team di tre tecnici dell’illuminazione, ciò potrebbe equivalere a una riduzione di un posto a tempo pieno in termini di carico di lavoro.
Se da un lato questa «capacità in eccesso» in termini di tempo di un tecnico dell’illuminazione potrebbe essere utilizzata per concepire nuove idee, schemi e programmi in grado di apportare benefici ai residenti locali, dall’altro potrebbe rappresentare un’area di intervento per realizzare risparmi sui costi. Il risultato dipenderà in ultima analisi dalla singola autorità, ma con le pressioni attuali sui bilanci comunali, ci si potrebbe chiedere: mentre aiutano i propri datori di lavoro a realizzare risparmi, i tecnici dell’illuminazione stanno inavvertitamente firmando la propria lettera di licenziamento?